IL PARADOSSO DEI MERCATI FINANZIARI

Nonostante il rincaro del petrolio, il rialzo dei tassi d’interesse e la corsa agli armamenti, nonostante dazi, sanzioni e instabilità geopolitica, le borse corrono, e non accennano a fermarsi. Anzi: le grandi “matricole” che stanno sbarcando in borsa (soprattutto in America) tonificano i mercati finanziari e il possibile accordo di pace in Medio Oriente potrebbe gettare altra benzina sul fuoco che tiene alte le borse! Sembra assurdo ma evidentemente ha delle spiegazioni razionali, anche perché la tendenza non accenna a invertirsi…

L’INFLAZIONE SALE ? NON IMPORTA

Negli ultimi mesi le borse hanno sostanzialmente ignorato il conflitto in Medio Oriente con il conseguente rincaro del petrolio, lo scontro dell’intero Occidente con la Russia e quello indiretto con Cina e India, la guerre commerciali americane, l’inflazione pericolosamente al rialzo (vedi qui sotto il grafico relativo all’inflazione in USA dei prezzi alla produzione, con un picco dell’ultimo dato mensile annualizzato giunto al 13,4%):


gli indicatori economici contrastanti e i tassi d’interesse in rialzo. I mercati finanziari hanno cioè continuano a godere di buona salute e sinanco l’economia ha mostrato grande resilienza. Anzi: gli investimenti proseguono in tutto il mondo e il prodotto lordo globale continua a crescere, e le borse valori crescono ancora di più, soprattutto in America (vedi qui sotto il grafico dell’indice SP500 della borsa americana), dove sono in corso operazioni miliardarie di raccolta di nuovi capitali.

L’ANDAMENTO RECENTE DEL PRINCIPALE INDICE DELLA BORSA AMERICANA: LO S.P.500

Gli osservatori spiegano l’euforia delle borse e il buon andamento dell’economia globale soprattutto con l’incremento costante della liquidità in circolazione nel mondo (si veda il grafico qui riportato):

IL CONFRONTO TRA LA LIQUIDITÀ IN CIRCOLAZIONE NEL MONDO E L’INDICE GLOBALE DELLE BORSE

Ma per spiegare questo paradosso sono anche state addotte tre ulteriori teorie:

  1. LA RICCHEZZA FINANZIARIA ACCUMULATA CHE VIENE SPESA E INVESTITA: un’intera copiosa generazione, quella dei “baby boomers” degli anni ‘50 e ‘60, sta oggi andando in pensione e spende la molta ricchezza accumulata in precedenza, nonostante con il pensionamento tenda a ridurre o azzerare il proprio reddito personale. La ricchezza finanziaria accumulata tuttavia non soltanto fa affluire nuova liquidità alle borse ma si sta anche traducendo in consumi e investimenti, anche a favore delle generazioni successive, ma non viene rilevata dal Prodotto Interno Lordo;
  2. GLI INVESTIMENTI TECNOLOGICI TRAINANO ANCHE I PROFITTI: dal momento che buona parte della creazione di valore nelle borse proviene dai settori industriali impegnati nelle tecnologie più avanzate, i copiosi investimenti aziendali impiegati nella transizione tecnologica, nella generazione di maggior energia sostenibile e in nuovi e più efficienti impianti produttivi e distributivi, stanno aiutando le imprese a creare valore, generare profitti e alimentare i progressi dei mercati finanziari, anche in un ambiente inflazionistico e caratterizzato da una crescita del costo del denaro;
  3. LO STIMOLO FISCALE TONIFICA LE BORSE: la crescita della spesa pubblica globale, trainata dalla transizione “green” e dall’ammodernamento / ampliamento di: infrastrutture, macchina militare e sistemi di intelligence. L’impennata della spesa pubblica in tutto l’Occidente sta generando stimoli positivi per la crescita economica, grandi profitti per le imprese coinvolte e un riflesso positivo sui mercati finanziari derivante dalla generazione di nuovo valore per gli azionisti.

L’ONDATA DI NUOVI I.P.O.

È probabile che le spiegazioni sopra riportate siano tutte corrette al tempo stesso, visto che borse stazionano intorno a quotazioni record e che negli ultimi giorni stiano venendo ul tonificate da una nuova ondata di grandi operazioni di I.P.O. (“Initial Public Offerings” cioè collocamenti di titoli emessi da nuove imprese che si affacciano al listino), attraverso le quali altre grandi imprese tecnologiche: al momento SpaceX, l’altra grande azienda fondata da Elon Musk, ha realizzato la più grande IPO di sempre con una valutazione record di 2 trilioni di dollari.


Ma stanno arrivando al listino MetaOptics, First Carolina Financial Services e Kardigan. Si parla poi molto anche di altre due maxi IPO (che dovrebbero superare insieme i 2 trilioni di dollari di ulteriore capitalizzazione di borsa: per OpenAI e di Anthropic, sebbene non ci siano ancora date precise al riguardo.


Queste grandi multinazionali super-tecnologiche stanno rastrellano dai mercati finanziari molto denaro (si parla di quasi un trilione -mille miliardi- di dollari in tutto) con i quali potranno proseguire gli investimenti industriali e infrastrutturali che a loro volta stanno alimentando nuovo sviluppo dell’economia, ovviamente soprattutto in America, dove si concentrano all’incirca i 3/4 della ricchezza globale (gli Stati Uniti d’America).

LE BORSE CORRONO ANCHE IN EUROPA

Ma, in quota minore il meccanismo di creazione di nuovo valore attraverso investimenti e stimoli pubblici sta funzionando anche per i mercati asiatici e per l’Europa, dove buona parte dell’avanzamento dei mercati finanziari proviene dalla razionalizzazione dei sistemi bancari e assicurativi e dalla ripresa della spesa infrastrutturale (nel grafico qui sotto riportato, l’indice MIB della borsa italiana, che lo scorso venerdì ha toccato il suo record storico):


Non a caso buona parte delle imprese quotate in tutto il mondo sta registrando una straordinaria crescita dei profitti realizzati e un incremento della produttività, nonostante il caro-energia, gli aumenti delle buste-paga e l’innalzamento dei tassi d’interesse.

QUANTO PUÒ DURARE IL RALLY DELLE BORSE?

Tutto bene dunque? L’attuale tendenza al rialzo è destinata a proseguire indefinitamente? Le risposte in proposito non sono altrettanto concordi. Molti osservatori-come il sottoscritto- temono che l’eccesso di ottimismo che ha nutrito fino ad oggi il mercato e il rialzo dei tassi d’interesse (si veda qui sotto il grafico del rendimento del bond federale americano trentennale) renda relativamente probabile uno scrollone delle quotazioni entro l’estate.

I TASSI D’INTERESSE A LUNGO TERMINE STANNO CRESCENDO STABILMENTE

Ciò tanto a causa di fattori stagionali quanto come naturale pausa di assestamento dopo una serie infinita di incrementi nei moltiplicatori di valore espressi delle quotazioni azionarie.

Ma non soltanto un’eventuale correzione temporanea potrebbe non invertire affatto una tendenza al rialzo che oramai si configura da lunghissimo tempo: il medesimo ragionamento che porta a pensare ad una salutare correzione delle borse può portare alla conclusione opposta: se le prospettive per i titoli di stato sono quelle dí progressive difficoltà nel collocare un loro sempre maggior volume e dunque se le prospettive sono quelle di rendimenti in salita e prezzi dei bond in discesa, ecco che l’investimento azionario resterà privilegiato anche in futuro nelle aspettative dei gestori di patrimoni, oltre che rappresentare uno strumento di difesa del risparmiatore nei confronti dell’inflazione.


INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NON SOLO

E non c’è perciò soltanto l’Intelligenza Artificiale a lasciare ben sperare per la profittabilità delle imprese di ogni comparto, ma esiste anche uno sviluppo straordinario della scienza medica e farmacologica che potrebbe consentire a buona parte dell’umanità di allungare le aspettative di durata della vita lavorativa, il che potrebbe contribuire non poco allo sviluppo economico e sociale, a compensare il calo delle nascite e a una maggior diffusione delle competenze scientifiche.


Sull’altro piatto della bilancia occorre tenere conto del fatto che molte zone del mondo (in particolare Medio Oriente ed Est Europa, ma non soltanto), nonostante i periodici accordi di pace, restano interessate a conflitti armati di intensità crescente e a ulteriori guerre striscianti, spesso alimentate proprio da quegli Stati Uniti d’America che dovrebbero avere il maggior interesse ad una pace duratura e ad una prospettiva di forte interscambio internazionale.

CHI GUADAGNA CON LE GUERRE

Ma fino ad oggi questo elemento di instabilità geopolitica non ha mai davvero nuociuto ai mercati finanziari, anzi! Con il rialzo del prezzo del petrolio chi ci ha davvero guadagnato è stata proprio la “Corporate America” (le imprese americane).


E se le tensioni e le contrapposizioni continueranno a prevalere allora anche i prezzi di energia, materie prime, derrate alimentari e terre rare resteranno sotto pressione, contribuendo a costruire uno scenario di lungo periodo che potrebbe restare caratterizzato da inflazione e svalutazione, e soprattutto da una crescente polarizzazione della ricchezza che viene in tal modo sistematicamente attratta verso le nazioni più forti, a scapito di quelle più deboli e con il rischio di accendere nuovi scontri sociali e confronti tra popoli rivali.

NEL FRATTEMPO LE BORSE SALGONO ANCORA

Nel frattempo però il mondo celebra gli accordi preliminari di pace con l’IRAN, le quotazioni del petrolio tornano a scendere e, conseguentemente, le borse non potranno non prenderne atto, brindando all’ennesima occasione di rialzo delle quotazioni !

Stefano di Tommaso