LA  BOLLA DELL’A.I.

Per fare una premessa adeguata al difficile argomento (siamo davvero al culmine di una bolla speculativa?) aiuta rispolverare la leggenda del lustrascarpe di New York: una volta che J. P. Morgan sedette da lui e il lustrascarpe iniziò a chiacchierare di titoli in borsa, il magnate -compreso che l’umile lavoratore vi aveva investito i suoi pochi spiccioli- fu colto dal terrore e corse a liquidare tutte le proprie posizioni azionarie, salvando così il suo patrimonio dal crollo finanziario del 1929. Il suo ragionamento cinico ma realistico: se anche il lustrascarpe si ritrovava a investire in azioni, forse c’era troppo ottimismo!

 

SEGNALI CONTRADDITTORI

Oggi come allora troviamo segnali contrastanti che provengono dai grandi investitori, molti dei quali hanno alleggerito decisamente le proprie posizioni azionarie proprio mentre i fondi d’investimento che rappresentano i piccoli investitori sono invece ai massimi dell’assunzione del rischio! Per di più la volatilità dei corsi a Wall Street è recentemente scesa ai minimi di sempre (qui sotto il grafico) fornendo così la medesima indicazione: c’è probabilmente un eccesso di compiacenza per le quotazioni di borsa.


Non per niente secondo l’ultimo sondaggio condotto tra i fund manager da Bank of America-Merrill Lynch, la liquidità in pancia alle gestioni di portafoglio sembra oggi essere scesa ai minimi termini: il 4% del totale vale a dire il 20% in meno del valore medio degli anni passati, pari al 5%.

LE REGINE DELL’A.I.

Nel frattempo tivù e giornali celebrano i nuovi massimi dell’indice Standard & Poor’s 500 della borsa americana, raggiunti peraltro ancora una volta quasi esclusivamente sulla base degli ultimi record di capitalizzazione di alcuni grandi titoli tecnologici, quelli più legati al successo senza precedenti delle applicazioni derivanti dall’Intelligenza Artificiale (A.I.), quali ad esempio Microsoft e NVIDIA.

La prima delle due società è oggi quella che capitalizza di più a Wall Street: 3.100 miliardi di Dollari, dopo aver rubato il primato alla Apple che è scesa ad una “market cap” di 2.900 miliardi, e ovviamente perché controlla di fatto Chat GPT, oggi il più diffuso sistema di A.I. a disposizione del pubblico. La seconda società perché è quella che sta più beneficiando del boom delle vendite di microchip di ultima generazione (quelli necessari per i supercomputer dell’A.I.) e perché è riuscita a più che raddoppiare la propria capitalizzazione in pochi mesi arrivando al terzo posto della classifica globale con un valore di borsa che supera i 2.600 miliardi di Dollari.


Le cose però non vanno altrettanto bene per il resto del mercato. Nella stessa Wall Street l’indice delle imprese di piccola e media taglia (Russell 2000) ha realizzato una performance molto minore (il 16% contro il 26%) come si può vedere qui sotto:


Nello stesso periodo (un anno) l’indice delle principali 600 azioni europee realizza una performance ancora inferiore (il 12% contro il 26%) come si può vedere dal grafico:


I GRANDI INVESTITORI RESTANO LIQUIDI

Ma soprattutto ci sono i comportamenti dei maggiori investitori internazionali che dovrebbero fare paura al mercato: da Warren Buffett che ha portato a quasi 190 miliardi di dollari la liquidità complessiva detenuta dalla sua holding Berkshire Hathaway (contro i 163 di fine 2023) (si veda il grafico qui sotto in cui si evidenzia lo straordinario tempismo di Buffett circa la liquidità accumulata in prossimità dei picchi di valutazioni azionarie), fino a Jeff Bezos che ha venduto circa 2 miliardi di Dollari di azioni della propria società (Amazon).

Insomma le straordinarie performances raggiunte dal principale mercato azionario globale e al tempo stesso i piccoli passi indietro che vediamo compiere da parte delle vecchie volpi del mercato lasciano ritenere che sia maturato nell’aria forse un eccesso di ottimismo.


MA I PROFITTI ABBONDANO

Intendiamoci: l’A.I. sta davvero creando una rivoluzione economica globale paragonabile forse soltanto a quella della digitalizzazione (di cui è peraltro la più importante delle conseguenze). Ma è altrettanto vero che la crescita impetuosa del valore di capitalizzazione di borsa dei grandi colossi tecnologici americani ha superato ogni aspettativa. Dunque si tratta probabilmente di una bolla speculativa, anche se non appare così scontato che quella bolla possa esplodere, dal momento che il mercato è divenuto molto selettivo e la crescita di valore di borsa o si accompagna a crescite altrettanto impressionanti dei profitti oppure ne vengono penalizzati, come nel caso di Intel.


È importante notare che, laddove la crescita dei profitti dovesse proseguire, la bolla speculativa intorno all’A.I. potrebbe non esplodere affatto. In questo periodo ad esempio molte imprese stanno performando meglio di quanto previsto e ciò fornisce supporto all’elevatissimo livello dell’indice americano S&P500: gli analisti stanno aumentando le previsioni sugli utili per il trimestre in corso al ritmo più rapido degli ultimi due anni. Con quasi il 90% delle società dell’indice che hanno presentato i loro bilanci per questa stagione degli utili, i risultati positivi del primo trimestre hanno spinto Wall Street ad aumentare le previsioni di profitto per il secondo trimestre 2024. Eventuali indicazioni positive potrebbero essere ulteriore benzina nel motore degli acquisti.


E ci sono buone ragioni per crederlo, anche se occorre anche tener presente il fatto che esistono al momento anche dei limiti strutturali alla diffusione dell’A.I. Il primo dei quali risiede nel forte consumo di energia degli enormi calcolatori che la mettono a disposizione. Il giorno invece in cui dovessero finalmente diffondersi a prezzi accettabili i nuovi calcolatori “quantistici” questo problema potrebbe attutirsi. Così come è possibile che cresca in maniera significativa la capacità di generare più abbondante energia da fonti rinnovabili, con la quale potranno cadere gli attuali limiti allo sviluppo delle applicazioni basate sull’A.I.

I LIMITI ALLA DIFFUSIONE DELL’A.I.

Un altro importante passo verso lo sviluppo delle applicazioni dell’A.I. risulta essere la velocità di circolazione delle informazioni in rete, a causa della vetustà delle attuali tecnologie di trasmissione rispetto a quanto sarebbe necessario per una diffusione capillare dell’A.I. La tempistica di costruzione di nuove “autostrade informatiche” al momento impone qualche strozzatura. L’eventuale possibilità di accelerare lo scambio di informazioni in rete potrebbe invece fare una grande differenza.

Per tutti questi motivi l’intelligenza artificiale può sì contribuire all’inaugurazione di una nuova rivoluzione tecnologica e culturale, che però non può che passare dall’allargamento di tutte le altre infrastrutture necessarie e quindi non potrà accrescersi verticalmente. Un significativo grafico redatto da GARTNER quasi un anno fa evidenziava questi concetti:


Esistono tuttavia anche ragioni diverse dagli sviluppi dell’A.I. alla base dell’attuale euforia dei mercati finanziari. Ad esempio la grande liquidità totale in circolazione, che resta elevata nonostante tutto e che sorregge molti valori.

LE BORSE SEGUONO L’ANDAMENTO DELLA LIQUIDITÀ

Nel grafico sotto riportato vediamo l’indice globale del valore azionario Morgan Stanley Capital International che segue negli anni più o meno esattamente l’andamento della liquidità globale.


L’ottimismo delle borse peraltro si accompagna a cocenti delusioni da parte di quasi tutti gli acquirenti di titoli a reddito fisso, recentemente scesi ai minimi dal momento che i tassi d’interesse impliciti che il mercato esprime non sono calati come ci si aspettava ma anzi rimangono a livelli decisamente elevati e quasi vane sembrano risultare le aspettative circa i tagli dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali.


Dunque il disinvestimento dai titoli a reddito fisso genera liquidità per le borse. Da questo punto di vista però potremmo oramai essere giunti al capolinea, a meno di nuove importanti (e ad oggi imprevedibili) ondate inflazionistiche che portassero i tassi ad ulteriori rialzi. A giorni ci saranno le nuove rilevazioni dell’inflazione americana.


La maggior parte delle borse occidentali, in definitiva, ha raggiunto rapidamente quotazioni elevatissime che corrispondono sì alla crescita dei profitti, ma si potranno giustificare soltanto con una loro prosecuzione e una moderata inflazione, ma al tempo stesso con una tenuta dei consumi tale da dimenticare ogni possibilità di recessione o anche soltanto di “atterraggio morbido”. Un’aspettativa di congiuntura decisamente favorevole che non è detto possa trovare fondamento nella realtà dei prossimi mesi.


Si tratta evidentemente di attese molto ottimistiche, e occorre notare peraltro che gli attuali record o di borsa sono comunque da ascrivere ad una fortissima concentrazione dei rialzi su pochi grandi titoli ed una molto minore attenzione agli altri comparti dei mercati borsistici. Per una lunga serie di ragioni è pertanto possibile che la corsa delle borse, se anche dovesse proseguire, possa prendersi una pausa.

I POSSIBILI ARBITRAGGI

Innanzitutto è cresciuto così significativamente il divario tra le blue chip tecnologiche e tutte le altre aziende che, sino a quando non dovessero calare significativamente i tassi d’interesse (e al tempo stesso dovessero rimanere immutate le prospettive di incremento dei profitti), iniziano a crearsi tali spazi per arbitraggi tra titoli sopravvalutati e sottovalutati che si può pensa resti difficile pensare a una prosecuzione pedissequa verso l’alto delle tendenze osservate sino ad oggi.


In secondo luogo occorre notare che la prima ondata inflazionistica ha costituito essenzialmente un vantaggio per le imprese poiché in molti casi ha consentito un rialzo dei prezzi di vendita più che proporzionale all’incremento dei costi. Man mano però che i salari si adeguano alla svalutazione monetaria e qualora i consumi primari dovessero rivelarsi più deboli che in passato allora molte imprese potrebbero subire l’effetto opposto: i costi di produzione potrebbero crescere più velocemente dei prezzi di vendita.

L’A.I. FAVORISCE I PAESI CHE POSSONO INVESTIRE DI PIÙ

E’ vero che molte imprese potrebbero riuscire a vincere la sfida di una maggior efficienza gestionale affidandosi alle nuove tecnologie di A.I., ma è altrettanto vero che questo potrà succedere soltanto in presenza di abbondanti capitali a disposizione per effettuare gli investimenti necessari. Una cosa relativamente probabile nei paesi più industrializzati e, al contrario, piuttosto difficile da realizzare presso molte economie emergenti. Uno scenario relativamente distopico che potrebbe tuttavia alimentarsi con l’erigersi di barriere commerciali tra Oriente e Occidente del mondo.

 

Stefano di Tommaso




APPUNTI DI TRADING

N. 77 – sa 25 mag 2024

 

Operazioni in essere : merc 22.5 comprato 1 JULY COTTON a 79 ( dollar cents per 50.000 libbre )

Segnalo che lu 20.5 GOLD giugno alle 8.20 del mattino, orario di apertura della SIM che ospitava la vendita eseguita a 2420, era già poco sopra il livello di stop loss di 2450; pertanto ho dato ordine di chiusura a Mercato, che è stato eseguito a 2451,3 registrando una perdita di ( 31.3 x 10 usd ) = 313 usd, pari a 290 euro.

GOLD FUTURE è rimasto veramente poco tempo sul prezzo di stop loss, per poi galleggiare 2 gg e crollare di 125 usd tra merc 22 e gio 23.

Cosa succede dopo uno stop loss non ci deve interessare, anche se infastidisce.

GOLD AGOSTO 24

Le prossime posizioni verranno aperte sul contratto di agosto, che costa 22 usd in più, perché giugno va in consegna.

GOLD, dopo la chiusura mensile sopra 1998 del 30 nov 2023, ha cambiato comportamento e si può stare su questo Mercato solo accettando stop loss % molto più ampi di prima, come annunciato ben prima di tale evento.

Cercherò una strategia sopportabile per la Lettera.

Credo di non aver mai allegato per GOLD tre grafici con le diverse compressioni temporali.

Oppure raramente.

Lo faccio ora perché è importante che i lettori visualizzino :

– Perché un acquisto non può essere a basso rischio sopra 2088 – 2146 ( mensile )
– La accelerazione è partita alla rottura di 2088, come al tempo fu annunciato ( settimanale )
– Il pull back millimetrico a 2146 – purtroppo – potrebbe aver fatto una base solida, che renderà difficile scendere fino alla zona gradita, intorno 2088 ( giornaliero )

SILVER LUGLIO 24

Attualmente SILVER percorre furiosamente range enormi ed è fuori portata per il profilo di questa Lettera, ma anche per me personalmente, pur potendo intervenire durante la settimana.

SILVER resta utile, nel breve termine, solo per visualizzare cosa succede quando un Mercato allarga i range giornalieri – settimanali.

SILVER ha fatto un movimento al rialzo di 24,9 % dal 2 maggio ( 26,02 cash ) al 20 maggio ( 32,51 cash ) in sole 12 sedute.

Nessun commento.

Se qualche lettore ancora ritenesse che gli stop loss fanno perdere soldi ( vero ) e quindi è meglio non metterli ( falso ), questo grafico ben illustra quale distruzione porti essere posizionati rovesci, senza stop loss inserito.

SILVER richiede pazienza, a costo di un lungo rinvio.

DOW JONES INDU CASH

Ha segnato un nuovo massimo di pochi ticks a 40077, per poi esprimere un ampio outside settimanale, giù fino a 39023. Crollo di 1000 punti tutti in poche ore, dicono………………………………perché i dati USA sono da economia forte e quindi i Mercati temono rinvio nel taglio dei tassi.

Ingestibile.

Avevo scritto “ Secondo l’analisi tecnica, si può solo acquistare. Lo ritengo molto pericoloso. La salita dal minimo di 32327 cash di fine ottobre 2023 è ormai del 25 % Attendo i primi 15 gg di giugno per valutare se, con la mini discesa da 39889 a 37611 cash, abbiamo azzerato il contatore dei 180 mesi di rialzo e si riparte al rialzo

Così resta lo scenario.

NASDAQ 100 CASH

Da molto tempo NAS 100 è sostenuto dai MAGNIFICI SETTE e da poco altro, ma nell’ultima settimana la crescita di NVIDIA di oltre il 10 % è stata sufficiente a segnare un nuovo top assoluto.

Di certo non compro, esattamente come in febbraio scrivevo che i preziosi si potevano comprare oppure guardare, ma assolutamente non vendere.

Al momento guardo e venderò solo se NAS 100 mi offrirà uno stop loss non oltre il 2 -3 %.

COTTON JULY FUTURE

Dei due ordini inseriti lo scorso lu 20.5 JULY COTTON non è stato così collaborativo da scendere a 71 cents e quindi, purtroppo, l’acquisto è scattato a 79 cents, alla rottura del top della settimana precedente.

Questo prezzo “alto” ostacola un secondo acquisto, perché mi farà salire il prezzo medio.

Vi ricordo perché questo Mercato mi interessa:

“…………………………….dal grafico settimanale osservo che JULY COTTON è sceso per 8 settimane, poi ha illuso per una settimana, con successivo outside ribassista, per poi registrare un nuovo minimo merc 15.5 a 73,68 .
Il tutto con una discesa da 103,80 a 73,68.

Crollo del 29 % dai primi di marzo 2024.

Dal grafico mensile osservo che :

la metà in più di 48,35 è 72,525

tre quarti di 103,8 è 77,85

metà di 155,95 è 77,975

Una rilevante concentrazione di impulsi intorno ai prezzi registrati in maggio.”

Segnalo infine che nella settimana 20 – 24 maggio :

– a 78,43 cents è stato rotto il top settimana precedente
– circa 77 è stato il top dal 16 al 20 maggio, ante accelerazione
– 78,14 è il 50 % dell’impulso rialzista da 73,68 a 82,60

Nel caso che mi occupa, ringraziandolo di avermi fatto partecipe del suo cruccio, ho confermato al caro amico, che gestisce un comparto dedicato alle commodity, che COTTON si trova in un punto di possibile inversione, anche significativa, se in giugno verrà rotto il top di maggio, ancòra non conosciuto e pertanto, sin dal mattino di lu 27.5, inserirò il seguente ordine :

– acquisto di 1 LUGLIO COTTON a 77 con stop loss a 70 per entrambi i contratti

Se, sperabilmente, lo stop loss non verrà centrato, forse dal 1 giugno alzerò la protezione vicino al minimo di maggio, oggi ancora non conosciuto.

 

Leonardo Bodini

 

 

 




BORSE, RAME E INFLAZIONE

Il prezzo del rame è aumentato del 29% da inizio anno (una performance da moltiplicare quasi per tre se vogliamo annualizzarla) raggiungendo gli attuali livelli record a causa delle prospettive crescenti di domanda della materia prima. Dobbiamo preoccuparci? La risposta che diamo è: “non troppo”. Nel senso che la probabilità di un ritorno dell’inflazione è inversamente proporzionale alla probabilità dell’arrivo di una recessione. La brutta notizia dunque si accompagnerebbe ad una bella prospettiva. Le borse poi non è affatto detto che ne risentiranno negativamente. Anzi!

 


IL RISCHIO DI UNA SECONDA ONDATA D’INFLAZIONE

Esattamente cinquant’anni fa l’inflazione, dopo una prima importante discesa, era ritornata a mordere esattamente come promette di fare nei prossimi mesi, come mostrato nel grafico comparativo sotto riportato:


Certamente , c’è più domanda di rame nel mondo a causa dell’espansione degli investimenti in elettricità da fonti rinnovabili, della necessità di incrementare le portate delle interconnessioni elettriche cittadine (più colonnine per le auto elettriche, ad esempio) di computer super-potenti per usare l’intelligenza artificiale, ma anche a causa della crescente digitalizzazione e della necessità di accrescere l’efficienza energetica, la cui risposta passa -quasi sempre- dall’elettrificazione di apparecchiature che prima consumavano carburanti di origine fossile e oggi elettricità (come ad esempio le pompe di calore).

LA SCARSITÀ DI OFFERTA

Ad esacerbare l’escalation dei prezzi del rame -come di molti altri metalli e materie prime- c’è tuttavia anche una certa scarsità di offerta. Un rapporto di Goldman Sachs indica che gli investimenti nelle società minerarie nel 2022 sono stati inferiori di quasi il 50% rispetto alla spesa nel 2010. E poi la scarsità di materia prima rispetto alla domanda deriva anche dalle tensioni geopolitiche recenti, dal momento che molte miniere e riserve di questi materiali risultano “oltre cortina”. Quella cortina artificiale costruita negli ultimi anni dall’Occidente che intende sanzionare i Paesi Emergenti rei di non sottomettersi.


Cosa che sta tra l’altro ponendo le premesse per un rialzo generalizzato dei prezzi delle materie prime, che per fortuna al momento non si è ancora concretizzato. La Cina ad esempio svolge un ruolo chiave nella catena di approvvigionamento del rame, ma ne è allo stesso tempo uno dei maggiori consumatori. E il recente programma governativo dell’ex celeste impero di spendere un trilione di yuan in infrastrutture fa temere che la cosa possa continuare. Anche per questo motivo l’impennata dei prezzi del rame è stata guidata anche dalla speculazione di numerosi fondi di investimento.

IL POTERE DIVINATORIO DEL RAME

Ma storicamente “dr.Copper” come veniva canzonatoriamente chiamato il rame, è sempre stato un indicatore fortemente anticipatorio di circa tre mesi sull’inflazione, come mostra il grafico qui riportato.


Il rischio vero quindi è un altro: quello che la congiuntura attuale possa portare a rincari generalizzati dei fattori di produzione che, tempo qualche mese, si traducano in prezzi più alti al consumo. Cosa riconosciuta dalla maggior parte degli economisti e qui sotto sintetizzato da Matteo Farci per Investing.com

L’INFLAZIONE IN ITALIA

Un recente studio della CGIA di Mestre ha indicato i rincari della spesa media delle famiglie italiane a fine 2023 in circa 4mila euro sui 22 mila spesi a fine 2021 (18,2% in due anni). Nella tabella qui sotto riportata gli incrementi più significativi :

https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2024/05/inflazione-per-citta-18.05.2024.pdf

I TASSI RESTERANNO ALTI

Insomma il rischio di una seconda ondata inflazionistica è tutt’altro che definitivamente accantonato, e lo dimostrano le straordinarie performances del settore bancario (soprin Italia) che tengono conto della possibilità che i tassi d’interesse restino ancora alti per un po’, anche a causa della sempre strisciante svalutazione monetaria, spesso mal riportata dagli indici ISTAT .


LA SVALUTAZIONE MONETARIA

E infatti, se prendiamo il prezzo dell’oro come indicatore di lungo termine della svalutazione monetaria, possiamo vedere come la straordinaria crescita dell’indice Dow Jones negli ultimi due anni (quasi raddoppiato dai livelli pre-covid), essa rimane quasi a zero se misurata in rapporto al prezzo dell’oro (linea nera nel grafico qui riportato ):


L’indicazione è peraltro significativa della grande supremazia degli investimenti azionari di preservare il valore originario del capitale investito in epoche d’inflazione, ma al tempo stesso sta a indicare un livello di svalutazione “reale” molto diverso da quanto indicato dai nostri Istituti di Statistica!

Stefano di Tommaso




APPUNTI DI TRADING

N. 76 – sa 18 mag 2024

 

Operazioni in essere : ve 17.5 venduto 1 GIU MICRO GOLD a 2420, ora con stop loss a 2450

Segnalo che mart 14.5 , alle 14.30 sui dati economici, la volatilità estemporanea ha fatto scattare la vendita a rottura di 18200 e, dopo una insignificante discesa a 18165 NAS 100 FUT, già in serata il Mercato è salito oltre lo stop loss di 18400 , registrando una perdita di ( 200 x 2 usd ) = 400 usd, per poi salire fino 18760 il successivo gio 16.5

Premessa alla precedente N. 75, ancor valida

Avevo scritto : “La settimana 6 – 10 maggio segna un ciclo significativo per NAS 100, ……………………….si tratta del primo segnale, dopo alcuni mesi, che può invertire l’intero azionario U.S.A. Se così non fosse, incontreremo un tempo simile circa 30 gg innanzi. ( nella prima metà di giugno ) NAS 100 CASH è salito poco, disegnando un range settimanale da 17937 a 18247 ( 17983 – 18348 per GIU FUT ) circa pari al 2 %. L’esperienza insegna che quando un Mercato non sfoga l’ energia, è difficile che riesca ad invertire, ma vedremo. Abitualmente non faccio analisi intermarket, ma segnalo che il solo DAX ha già rotto il top di marzo – aprile in questi giorni, ignorando il ciclo di 180 mesi da marzo 2009 e mi chiedo se sia l’antipasto di un bull market che riparte. ( forse TESLA e i cinesi non sono destinati a spodestare AUDI – BMW – MERCEDES ? ) “

Aggiungo ora che i tre Mercati azionari U.S.A. che seguo ( DOW JONES, SP 500, NAS 100 ) il 13 – 17 maggio hanno registrato nuovi massimi assoluti, quindi con rottura del ciclo di 180 mesi scaduto in marzo 2024. Ciò indicherebbe grande forza rialzista. Vedremo.

GOLD GIUGNO 24

La lettera ha venduto ven 17.5 1 GIU MICRO GOLD a 2420, ora con stop loss a 2450

So bene che è una operazione contro trend, ma purtroppo la desiderata operazione di acquisto può essere eseguita non sopra 2100 circa , area molto lontana e che vorrei provare a raggiungere beneficiando di un ribasso.

L’operazione è opposta alle mie abitudini e quindi sono disposto a rischiare solo 30 punti ( x 10 usd = 300 usd )

Se la vendita non verrà stoppata in perdita, entro lu 27.5 la posizione verrà rollata sul contratto di agosto, che costa 23 usd in più, perché giugno va in consegna.

SILVER LUGLIO 24

SILVER ha fatto un movimento al rialzo di oltre il 21 % dal 2 maggio ( 26,02 cash ) al 17 maggio ( 31,54 cash ) con una spinta del 6,36 % ieri 17.5.

Quasi parallelo a GOLD, ma con range giornalieri anche tripli, come immaginavo possibile dopo il ciclo temporale di febbraio ( e di marzo, che tuttavia non è più riuscito a frenare in laterale l’eccesso di domanda che si stava accumulando ).

Per meglio illustrare lo scenario possibile di SILVER, allego per la prima volta un grafico mensile di lungo periodo che esibisce :

crollo 60 % da 21,24 a 8,60 in pochi mesi del magico 2008 di L. Brothers

incremento di quasi 6 volte da 8,60 a 49,45 ( top storico non più avvicinato ) a causa di “easy money“

lenta agonia circa meno 80 % da 49,45 a 11,63 in 9 anni

e così via.

Se qualche lettore ancora ritenesse che gli stop loss fanno perdere soldi ( vero ) e quindi è meglio non metterli ( falso ), questo grafico ben illustra quale distruzione porti essere posizionati rovesci, senza stop loss inserito.

Avevo scritto : “Dopo che SILVER era sceso fino a 26,02 il giorno gio 2 maggio, in soli 6 gg è salito del 10 % ……Visto che siamo molto lontani da prezzi di possibile acquisto, potrei provare a vendere il fut luglio sopra 29 usd con stop loss a 30 usd, con un rischio del 3 % circa, ma preferisco evitare di andare contro trend, come invece accetto di fare con GOLD, dato che SILVER attualmente ha volatilità doppia – tripla rispetto a GOLD……poi…………………il grafico weekly bene evidenzia che il livello di 26 usd viene sentito da SILVER, mentre il grafico giornaliero ricorda che SILVER si sta muovendo a strappi, alternando brevi laterali a giornate da 4 – 5 %. Pressochè non gestibile, anche con interventi intraday.

SILVER richiede pazienza, a costo di un lungo rinvio.

DOW JONES INDU CASH

Ha rotto il massimo con 39889 registrato a fine marzo.

Secondo l’analisi tecnica, si può solo acquistare.

Lo ritengo molto pericoloso.

La salita dal minimo di 32327 cash di fine ottobre 2023 è ormai del 25 %

Attendo i primi 15 gg di giugno per valutare se, con la mini discesa da 39889 a 37611 cash, abbiamo azzerato il contatore dei 180 mesi di rialzo e si riparte al rialzo.

NASDAQ 100 CASH

Rammento che avevo segnalato che nella settimana dal 6 al 10 maggio scadeva un ciclo di media importanza utile per aprire una posizione short, intorno ad un eventuale doppio massimo rispetto a 18464 registrato il 21 marzo scorso, top di marzo e di sempre……………. ed inoltre aggiunsi : sarò forse influenzato dalla grande forza dimostrata dal DAX che, in solitudine, ha rotto il top del ciclo di 180 mesi, ma ho dubbi su una inversione entro breve.

Il successivo martedì 14.5 , alle 14.30 sui dati economici, la volatilità ha fatto scattare la vendita a rottura di 18200 e, dopo una insignificante discesa a 18165 NAS 100 FUT, già in serata il Mercato è salito oltre lo stop loss di 18400 , registrando una perdita di ( 200 x 2 usd ) = 400 usd

COTTON JULY FUTURE

JULY COTTON è sceso merc 15.5 fino a 73,68 senza raggiungere 72 e quindi la Lettera non ha comprato. Abbasserò il prezzo di acquisto per ridurre la dimensione dello stop loss.

Vi ricordo perché questo Mercato mi interessa:

“…………………………….dal grafico settimanale osservo che JULY COTTON è sceso per 8 settimane, poi ha illuso per una settimana, con successivo outside ribassista, per poi registrare un nuovo minimo merc 15.5 a 73,68

Il tutto con una discesa da 103,80 a 73,68.

Crollo del 29 % dai primi di marzo 2024.

Dal grafico mensile osservo che :

la metà in più di 48,35 è 72,525

tre quarti di 103,8 è 77,85

metà di 155,95 è 77,975

Una rilevante concentrazione di impulsi intorno ai prezzi registrati in maggio.”

Normalmente non provo ad indovinare una possibile inversione e attendo che un Mercato svolti, per provare poi a salire a bordo, se lo consente con una figura gestibile ( doppio – triplo minimo, o massimo, o qualcosa che comprendo )

Nel caso che mi occupa, ringraziandolo di avermi fatto partecipe del suo cruccio, ho detto al caro amico che COTTON si trova in un punto di possibile inversione e pertanto, sin dal mattino di lu 20.5, inserirò i seguenti ordini :

– acquisto di 1 LUGLIO COTTON a 71 con stop loss a 68
– acquisto di 1 LUGLIO COTTON a 79 STOP ( in rottura del top del 13 – 17 maggio ) con stop loss sempre a 68

Rammento per la seconda e ultima volta che il contratto misura 50.000 libbre ( per 0,80 usd equivale a usd 40.000 )

Leonardo Bodini