APPUNTI DI TRADING

N. 25 – sabato 1 aprile 2023
Nessuna operazione in essere
GOLD GIU 23
GOLD ha ora un ostacolo, rappresentato dal top di aprile 2022 ( 1998 cash )
Questo prezzo è stato attaccato negli ultimi gg, senza chiusure giornaliere sopra.
Provo a sfruttare questo livello per vendere, utilizzando come stop loss i recenti massimi.
Da lun 3 aprile la lettera inserirà :
– vendo a 2015 5 GIUGNO MICRO GOLD FUT con stop loss a 2035.
Nota bene: nel caso in cui il prezzo di 2015 venga centrato senza venire stoppato a 2035, quando la vendita avesse almeno 40 usd di utile ( 1975 o più giù), abbasserò lo stop loss da 2035 al top registrato nella settimana entrante.
DOW JONES INDU CASH – NASDAQ 100 CASH
DJ CASH da quando ven 10 marzo ha raggiunto la riga che trovate colorata di giallo sul grafico giornaliero, si è incollato ad essa, con close giornalieri che si sono alternati sopra e sotto tale riga, fino a venerdì 24 marzo, dopo di chè scrissi la N. 24 di sa 25.3.
Scrissi anche :
“Ritengo che stia cercando un punto di inversione al rialzo, ma in una forte incertezza. E’ una situazione in cui manca totalmente un trend, quindi soprassiedo dall’inserire ordini fino alla ricomparsa dello stesso. Credo che non manchi molto.”
Dal lunedì successivo si è poi distaccato dalla mia linea colorata di giallo, verso l’alto.
Ovviamente sono contento della mia previsione corretta, ma non ho investito e quindi non traggo profitto.
Medaglie, ma non profitto .
Veniamo ora al NASDAQ 100.
Sta dimostrando una forza relativa superiore al DOW JONES, anche in lieve incremento, ma non deve ingannare.
Il NASDAQ 100 è il mercato della avidità e del forte leverage, quindi a grandi profitti corrispondono perdite devastanti.
E’ facile verificare nel recente passato che questo mercato dal top di novembre 2021 ( 16764 ) ha sbriciolato due anni di salita in pochi mesi.
Chi non usa gli stop loss finisce sfondato.
Nella N.24 avevo scritto :
………………………“nel grafico settimanale aveva generato un “quasi megafono” che era stato oggetto del post scriptum della N. 23. Questa figura è stata rotta in su e quindi posso utilizzare il minimo di marzo 2023 ( 11695 NAS 100 CASH ) come stop loss attendibile per le posizioni long che cercherò di aprire”.
Purtroppo il mercato non ha fatto la cortesia di scendere a 12300, farmi accomodare a bordo e poi veleggiare verso il sereno.
Macchè. E’ salito con violenza e purtroppo si è molto allontanato dallo stop loss, che sbaglierei ad alzare da 11800 a suo tempo individuato.
Pazienza.
La Lettera da lu 3 aprile inserirà :
compero 1 GIUGNO MICRO NASDAQ 100 a 12600 con stop loss 11800
compero 1 GIUGNO MICRO NASDAQ 100 a 12200 con stop loss 11800
Lo stop loss diventa molto ampio, ma ritengo che debba essere accettato per riuscire ad entrare nel volatile NAS 100 e segnalo che un rischio medio di 600 su 12000 circa corrisponde già al 5 % e ciò è ai limiti dei miei principi.
Con la violenza che connota il NAS 100, sarà ugualmente poco probabile che offra l’ingresso con uno stop loss inferiore al 5 % .
Ritengo obbligatorio quindi usare dosi minime, da incrementare solo sulle eventuali conferme di un trend rialzista, per me già avviato.
Leonardo Bodini



















Nel frattempo qualche dato numerico può aiutare a comprendere qual è stata (sino allo scorso Venerdì) la portata della crisi di fiducia che si è generata nei confronti delle banche a causa dell’ottusità delle banche centrali e dell’eccessiva velocità delle loro manovre : il BTP a 10 anni ha superato il rendimento del 4%, il listino azionario della Borsa di Milanop ha perso quasi il 7% nel corso dell’ultima settimana, Madrid oltre il 6%, Londra il 5%, Francoforte e Parigi oltre il 4%. In media il settore bancario in Europa è sceso di oltre l’11%. La presa di coscienza del fatto che il rialzo dei tassi d’interesse ha deprezzato molte poste all’attivo dei bilanci delle banche quotate ha insomma limato non poco le valutazioni, facendole scendere al di sotto dei valori contabili del patrimonio netto (book value).

Ma l’intervento massiccio della banca centrale americana ha gettato un’ombra non irrilevante sulla possibilità pratica di proseguire il “taper tantrum” recentemente avviato (il programma di riduzione della liquidita disponibile che sarebbe servito, insieme ai rialzi dei tassi, a contrastare l’inflazione dei prezzi). La liquidità totale disponibile sul mercato peraltro non era affatto calata, non soltanto perché ci sono alcune banche centrali orientali, come quella di Pechino, che viceversa stavano pompano nuova liquidità, ma anche perché quasi tutti i governi occidentali stanno ancora intervenendo a livello di politica fiscale con programmi di sostegno alle imprese e ai cittadini è per evitare che i rialzi dei prezzi possano mettere in ginocchio le loro economie. Dunque se le banche centrali tolgono liquidità dal mercato ma poi i governi la immettono, il risultato combinato è nullo, ma il debito pubblico in compenso cresce.


